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Il clone cinese dell’iPhone 6, ha Android e costa 70 euro. Ma ne vale la pena? [VIDEO RECENSIONE]

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Esteticamente identico all’originale smartphone di Apple, questo clone cinese di iPhone 6 a prima vista potrebbe trarre in inganno anche gli utenti più esperti. Design a parte, le differenze con l’originale sono tante: a partire dal prezzo di vendita, inferiore ai 100 euro. Ma vale davvero la pena acquistare uno smartphone cinese del genere?
Purtroppo quando si pensa agli smartphone cinesi, è immediato il collegamento a dispositivi dalla scarsa qualità e dai prezzi a dir poco economici, che molto spesso tendono a “prendere spunto” dai modelli più famosi e diffusi al mondo, con risultati molto dubbi. E seppure i dispositivi mobili prodotti da aziende come Xiaomi, Oppo, OnePlus e Meizu potrebbero senza dubbio sollevare la media della qualità dei prodotti asiatici, lo smartphone di cui vi parleremo oggi potrebbe essere considerato come l’icona delle copie cinesi, proprio perché ne racchiude tutte le caratteristiche: è un esatto clone di un iPhone 6 (almeno esteticamente), è animato da Android affiancato da un hardware di fascia medio-bassa, ed è venduto a un prezzo molto economico.
Il clone cinese dell’iPhone 6, ha Android e costa 70 euro. Ma ne vale la pena? [VIDEO RECENSIONE].
Design e fotocamera

Tralasciando le motivazioni che hanno portato questo clone di iPhone 6 nelle nostre mani, nello specifico lo smartphone in questione è venduto al prezzo di 70 euro (e no, non vi diremo dove acquistarlo). E a prescindere dalle prestazioni e dal software una cosa è certa: esteticamente è praticamente identico all’originale iPhone 6. Almeno a prima vista, o per utenti non esperti. E già, perché se c’è un merito da dare a questa tipologia di produttori asiatici è che le copie, i falsi, esteticamente sono davvero uguali agli originali. D’altronde come biasimarli, da anni gli iPhone, gli iPad e gli altri dispositivi di Apple vengono prodotti proprio in Cina.

Di cloni cinesi che copiano l’iPhone 6 ormai ce ne sono parecchi – molti dai quali rifiniti addirittura meglio dell’esemplare in nostro possesso – e sono tutti collegati tra loro da un minimo comune denominatore che vede il design del dispositivo di Apple emulato al 99 percento, eccetto per una serie di piccoli particolari che risalterebbero esclusivamente all’occhio dei più esperti.

Seppure il peso sia inferiore rispetto al modello originale, lo spessore del dispositivo è sensibilmente maggiore, e solo la presenza dei sensori di prossimità e di luminosità – che in effetti risultano troppo invasivi – e la mancanza della certificazione CE0682 generalmente posta sul retro dello smartphone, rendono possibile a prima vista la distinzione dalla versione originale di Cupertino.

Il pannello posteriore è stato ben riprodotto, e ovviamente include la mela morsicata simbolo del colosso capitanato da Tim Cook, assieme alla fotocamera posteriore esteticamente identica a quella originale, ma tecnicamente profondamente diversa: il sensore è da 13 megapixel e, seppure molto risoluto, i risultati ottenuti sono ben distanti dalla più generosa definizione di “buona fotografia”.

Eccetto i due sensori, anteriormente questo clone cinese dell’iPhone 6 è praticamente identico all’originale. Il display è affiancato da una fotocamera anteriore da 5 megapixel, in grado di scattare fotografie dalla qualità bassissima, ed è stato addirittura riprodotto in ogni minimo particolare anche il nuovo tasto Home con il TouchID. Ma, ovviamente, del sensore di impronte digitali non c’è neppure l’ombra. E per fortuna, perché qualora fosse stato integrato davvero un sensore biometrico, tutti i dati personali degli utenti sarebbero stati seriamente a rischio.
Hardware e software

E’ chiaro che, in quanto clone, questa replica di iPhone 6 è comunque caratterizzata da una propria identità, che viene messa in evidenza innanzitutto dalle caratteristiche hardware del dispositivo, ben distanti da quelle dello smartphone di Apple: ad animare questo curioso clone di iPhone 6 è un processore quad-core prodotto da Mediatek affiancato da 2 GB di RAM e in grado di lavorare alla frequenza di 1.3 GHz. La memoria di archiviazione interna è di 4 GB, espandibili tramite microSD, inclusa nel prezzo di vendita nella versione da 32 GB.

Ecco le caratteristiche tecniche complete:

CPU: Mediatek MT6582 quad-core 1.3 GHz
RAM: 2 GB
Display: 4.7” 950×540 pixel
Fotocamera posteriore: 13 Megapixel
Fotocamera anteriore: 5 Megapixel
Memoria interna: 4 GB + microSD da 32 GB
Batteria: 1810 mAh
OS: Android 4.3

Infine il display da 4,7 pollici è in grado di riprodurre immagini alla risoluzione di 950×540 pixel, ma ciò che assolutamente si allontana dall’iPhone 6 è la qualità del pannello utilizzato nello schermo, ben distante dal Retina Display e molto più vicino (giustamente) ai più comuni dispositivi Android di fascia bassa.

Display a parte, l’hardware di questo clone cinese non è niente male, almeno sulla carta sulla carta. Ma viene messo a dura prova dalla pesantissima personalizzazione con la quale il produttore ha travestito Android 4.3 in una sorta di ibrido tra iOS 6, iOS 7 e iOS 8. E già, perché non c’è design che tenga, ma questo clone è – per ovvie ragioni – animato da Android 4.3, pesantemente modificato con un tema grafico molto in stile iOS, nel quale vengono riprodotti anche il Control Center e il Notification Center, per non parlare delle impostazioni, della tastiera e delle applicazioni di sistema.

Ma similitudini grafiche a parte e se a prima vista il dispositivo possa sembrare davvero lo smartphone di Apple, appena lo si utilizza non solo ci si rende conto di utilizzare una copia di un iPhone 6, ma che in effetti il collegamento mentale del quale vi abbiamo parlato a inizio recensione – quello che generalmente associa smartphone cinesi a dispositivi ci bassa qualità – purtroppo ha tutte le ragioni di esistere. Per quanto possano essere veloci e dotati di caratteristiche tecniche in alcuni casi anche superiori all’originale, tutti gli smartphone cinesi copia di iPhone (e credeteci quando vi diciamo che ce ne sono tantissimi) hanno un elemento in comune, una verità inscindibile, dovuta alla loro stessa natura: sono lenti, e l’interfaccia grafica scatta. Non c’è niente da fare.
Conclusioni

E’ pensiero comune che per molti utenti, ben distanti dal concetto di power-user, questa tipologia di smartphone cinesi possa essere un buon affare: sono belli esteticamente (e già, sono la copia conforme di smartphone apprezzatissimi), costano poco e – in alcuni casi – sulla carta sono anche più potenti degli originali. Ma tornando con i piedi per terra, e iniziandoli a valutare con cognizione di causa, ci si rende conto che per quanto costino poco, il rapporto qualità/prezzo è realmente poco conveniente. Per non parlare della totale assenza di tutte le certificazioni relative alle emissioni di onde elettromagnetiche, un fattore non da poco, che però quasi nessuno prende in considerazione.

Insomma, se proprio si hanno circa 100 euro da voler spendere, il nostro consiglio è quello di evitare questa tipologia di dispositivi e investire la somma in una salutare cena con i propri amici. Almeno si vivrebbero sensazioni veritiere, ben lontane dall’accozzaglia di imitazioni e mancanza di personalità, tipiche dei cloni cinesi.

continua su: http://tech.fanpage.it/smartphone-cinesi-clone-iphone-6-video-recensione/#ixzz3PRaBj82s
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